Morningstar Investor - Novembre/Dicembre 2012 - (Page 24)

In Primo Piano Le mine vaganti Di Marco Caprotti Il prezzo del grano troppo alto è una potenziale fonte di instabilità. E il percorso per la “prossima Cina” è ricco di insidie. Meglio non confondere i mercati di frontiera con quelli emergenti. Soprattutto per quanto riguarda i rischi. Chi investe su questo tipo di asset deve essere pronto a condizioni di forte instabilità (economica, sociale e politica) che difficilmente troverebbe altrove. “Il primo errore da evitare è quello di considerarli alla stregua di normali paesi emergenti”, spiega Larry Seruma, responsabile degli investimenti di Nile Funds, società di gestione specializzata negli investimenti in Africa. Se le cose vanno male Uno degli elementi che caratterizza i mercati di frontiera è la scarsa correlazione con quelli sviluppati. Questo può essere un vantaggio in termini di diversificazione, ma non sempre è un bene. Se le cose vanno male a livello globale, ad esempio, gli investitori tendono ad abbandonare gli asset considerati più rischiosi per cercare porti sicuri. I frontier market, inoltre, sono volatili per definizione ed è difficile prevedere dove emergeranno fattori di rischio. Un esempio recente si è avuto con la cosiddetta Primavera araba. Si ritiene che, nel lungo termine, i moti faranno bene a un paese come l’Egitto che, per struttura e dimensioni viene considerato uno dei più importanti fra quelli di frontiera. “Gli investitori che lavorano lì, però, hanno dovuto fare i conti con la chiusura per due mesi della piazza finanziaria e con il crollo delle azioni locali”, dice Seruma. La prossima Cina Un altro elemento da tenere in considerazione è l’eccesso di crescita. Un esempio è la Nigeria, il paese più popolato dell’Africa (162 milioni di abitanti). Secondo le previsioni di Citigroup l’economia del paese per i prossimi 40 anni crescerà dell’8,4% annuo. Un tasso di crescita più imponente di qualsiasi altro stato del mondo. Nello stesso periodo di tempo, in base alle stime delle Nazioni unite, la capitale Lagos arriverà a contare 40 milioni di abitanti (mentre la popolazione urbana dell’intera Africa sarà di 1,23 miliardi di persone). Grazie alle sue prospettive di crescita la Nigeria è stata chiamata “The next China” (la prossima Cina). “Ma proprio la parabola del Paese del drago, che negli ultimi 20 anni ha visto il suo Pil migliorare a un ritmo medio del 9% e che ora fa i conti con una decisa frenata, dimostra che, più grande diventa un’economia, più complicato diventa mantenere quei tassi di crescita a lungo”, continua Seruma. Il rischio del caro-cibo Il pericolo più grande che aleggia sui mercati di frontiera, tuttavia, è l’instabilità sociale. E le premesse ci sono tutte. Soprattutto se si considera che, in base ai dati di diverse organizzazioni, da cinque anni il mondo è entrato in una fase di crisi legata al cibo che sta colpendo soprattutto i Paesi più poveri. A questo va aggiunto che 10 anni fa, dopo un secolo di prezzi calanti delle materie prime in genere siamo entrati in una fase di risalita che non si sa quando terminerà. “In una situazione del genere non è azzardato prevedere uno scenario nel quale la struttura sociale di molti paesi crollerà, portando a ondate migratorie mai viste nei tempi moderni”, spiega Jeremy Grantham, responsabile delle strategie di investimento di Gmo. “La caccia per le risorse, soprattutto di cibo, porterà a una destabilizzazione dei rapporti fra i paesi determinando una situazione di insicurezza a livello globale”. L’impatto di una crisi alimentare è nei numeri. Nei paesi sviluppati le spese legate al cibo rappresentano il 10%-12% del totale. Per molti paesi poveri a seguito dell’aumento dei prezzi del grano che si è verificata a partire dal 2002, l’incidenza ha toccato il 40%. Le quotazioni delle granaglie negli ultimi 10 anni sono più che triplicate. Se dovessero raddoppiare nel prossimo ventennio ci sarebbero grandi difficoltà anche per i paesi più ricchi. “Figuriamoci quindi cosa potrebbe succedere in stati che spendono già il 40% del loro budget per il cibo”, continua Grantham. “Già non è chiaro se questo tasso percentuale può essere sopportato oggi. Alcuni pensano che il prezzo del grano sia alla base dello scoppio della Primavera araba. Ogni futuro aumento dei prezzi dei generi alimentari rischia di diventare difficilmente gestibile”. K Marco Caprotti è editor&analyst di Morningstar Italy. 24 Morningstar Investor Novembre / Dicembre 2012

Tabella dei contenuti per la edizione digitale del Morningstar Investor - Novembre/Dicembre 2012

Morningstar Investor Novembre/Dicembre 2012
Attualità
Rubriche
Hanno scritto per noi
L'Editoriale
Chi sta sulla frontiera
Il numero magico è 1,2 miliardi
Acrobazie sulle dune africane
Medio oriente incompreso
La piccola frontiera europea
Chi bussa all'Asia emergente
Le mine vaganti
Il caro prezzo dei terremoti
Un'obbligazione contro le catastrofi
Se l'emigrante fa bene al Pil
Sviluppo oltre le etichette
Un pizzico di nuovo riduce il rischio
Borse, i big delle commodity vanno all'estero
Il fondo esploratore è giovane
Etf a confronto: Msci Corea
Gli strumenti Morningstar

Morningstar Investor - Novembre/Dicembre 2012

https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_2013q4-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_2013q3-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_2013q2-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_2013q1-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20121112-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20120910-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20120708-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20120506-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20120304-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20120102-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20111112-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20110910-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20110708-it
https://www.nxtbook.com/nxtbooks/morningstar/investor_20110506-it
https://www.nxtbookmedia.com